Introduzione

Pochi capi d'abbigliamento hanno dato filo da torcere a psicologi, sociologi e semiologi come la scarpa. "Essa acquista un'importanza che va ben al di là delle apparenze". A Roma il calceus era riservato a patrizi e uomini di toga. Nel medioevo le scarpe entrano come eredità nei lasciti testamentari. Tutte queste considerazioni, pur interessanti o divertenti, passano in secondo piano davanti all'osservazione dell'oggetto "scarpa", frutto di maestria ed esperienza, piacevole da guardare e toccare. Gran parte del fascino di una scarpa, fatta per durare è infatti legata alla pelle con cui è fabbricata. Morbida e resistente al tatto, la sua superficie fa pensare alla seta, e più invecchia più diventa bella; il suo odore è per taluni più eccitante di un profumo, e i suoi colori fanno pensare alla terra e ai suoi frutti. Più importante di una camicia, più avvolgente di un pullover, più espressiva di una cravatta, la scarpa è il miglior biglietto da visita di chi la indossa. E qui ci troviamo di fronte all' uomo che sceglie in base alla comodità e all'eleganza; che riconosce che una scarpa acquista charme invecchiando; che è in grado di "palpare" la qualità dei pellami e apprezzare la perfezione di una cucitura, nota la misura del tacco, predilige fibbie e nappine di grande discrezione e sa che anche dopo anni una suola di buona qualità non si deve imbarcare. In questo secolo la grande trasformazione industriale ha fatto del nostro paese uno dei maggiori produttori di scarpe al mondo. E tuttavia l'industrializzazione più agguerrita, la teconologia più avanzata non sono riuscite a sostituire quella forte componente di manualità necessaria per costruire una scarpa di alta qualità. In tutta la produzione soprattutto di lusso, gli interventi manuali sono tanto numerosi da far parlare sempre di scarpa semiartigianale; e sono forse queste le ragioni del successo del made in Italy in tutti i mercati stranieri, da New York a Canberra, da Hong Kong a Cape Town. Il gusto e l'abilità si contendono una grande partita, il cui risultato è la testimonianza e la continuazione di una tradizione che ha reso celebre in tutto il mondo l'ars sutoria italiana.

La scarpa un'architettura perfetta

Siamo convinti che il piacere di calzare una bella scarpa risiede principalmente nella consapevolezza che essa è frutto di grandissima abilità unita ad altrettanto grande pazienza; il tutto condito con gusto, senso delle proporzioni, conoscenza dei materiali sensibilità al colore. C'è da aggiungere altro? Tra i manufatti dell'abbigliamento abito, camicia, calzatura, la costruzione di una scarpa è quella che esige il maggior numero di ore di lavorazione. È stato calcolato che sono circa duecento le operazioni che si compiono dal momento in cui si scelgono le pelli a quello in cui, accuratamente avvolte in un foglio di carta vengono deposte in una scatola. Impossibile elencarle tutte; ma vi sono alcuni "punti chiave" di questa costruzione che varrebbe la pena di conoscere (vedi creazione) proprio per meglio apprezzare il risultato, quello che portiamo ai piedi. A voler essere concisi, si potrebbe dire che la scarpa è l'assemblaggio della tomaia con il fondo, modellati e tagliati su una forma, ma questa brutale definizione non rende giustizia alla perizia, né alla somma delle operazioni necessarie, nell'industria ripartite su decine di persone e di macchine.

Capolavori ai vostri piedi

Per costruire un paio di scarpe che consentano un passo spedito ed elastico, diano a tutta la persona una piacevole sensazione di sicurezza e benessere, non stringano il piede né lo costringano ad assumere posizioni innaturali, insomma calzino per ore ed ore senza problemi e in più, facciano sentire eleganti, si sono combinati maestria, gusto ed esperienza. Maestria di chi ha saputo trasformare il grezzo mantello di un animale in un materiale morbido, piacevole e resistente; gusto di chi ha creato il modello traducendolo in disegno; esperienza di chi il disegno l' ha trasformato in oggetto, vera e propria architettura prima ancora che contenitore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
La scarpa e gli elementi che la compongono
     
 
Click per ingrandire le immagini