Cera e alcool, olio di gomito e saliva: questa la vecchia ricetta dell'artigiano
quando approntava le scarpe per il cliente. Cera ben stesa per chiudere i
pori, una goccia d'alcool per togliere l'eventuale eccesso di grasso, energia
con spazzole e strofinacci, ogni tanto uno sputino per facilitare l'operazione.
E come tocco finale, una "tirata" col palmo della mano che, grazie
al calore naturale, contribuisce a far sciogliere e penetrare il grasso, rendendo
la scarpa più lucida.
Usare sempre prodotti di primissima qualità. La pelle di una scarpa
è delicata; non ha bisogno di lucidi che coprano le pieghe, ma di creme
che la nutrano e rallentino il processo di invecchiamento. I prodotti migliori
sono inglesi o tedeschi a consistenza cremosa, perché la crema penetra
più facilmente. I lucidi a pasta dura sono più indicati per
la lucidatura vera e propria.
Usare sempre lucido del colore più vicino a quello delle scarpe, per
non alterarlo. Evitare quello neutro, che tende a ingrigire la tomaia.
Usare spazzole e spazzolini di setola naturale, morbidi e con setole alte.
Lucidano di più.
Usare le creme lucidanti con molta parsimonia. La patina lucida si ottiene
facendo penetrare la crema nei pori della pelle, senza otturarli; un eccesso
di grasso serve solo a non farla respirare. Una scarpa ben lucidata deve apparire
brillante e trasparente. Evitare i liquidi coprenti e autolucidanti; possono
accelerare il lavoro, ma rischiano di rovinare per sempre le scarpe, coprendole
di crosta impermeabile che la fa seccare e si elimina con difficoltà.
Un corredo di pulizia degno di questo nome, per curare al meglio le vostre scarpe, dovrà essere composto da:
Il tutto moltiplicato per ogni colore delle calzature. Non è un lusso inutile; è l'unico modo per non alterare quello originale sovrapponendogliene uno diverso.
Saranno poi necessari:
Quando pulirle - Le scarpe andrebbero pulite sempre dopo essere state calzate, al massimo entro il giorno successivo. Dopo 10-12 lucidature occorre sgrassarle. Per questo scopo esistono ottimi liquidi a base di trielina, di produzione tedesca. Con uno straccetto imbevuto di uno di questi liquidi, ripassatele fino a togliere la patina, fatela riposare la notte, quindi lucidatele come se fossero nuove, suola compresa. Non dimenticate le scarpe vanno pulite solo quando sono ben asciutte. Se quando le togliete sono umide, lasciatele asciugare sulla forma di legno, o imbottite di carta di giornale (la carta tiene le scarpe in forma mentre asciugano e assorbe una parte di umidità), a temperatura ambiente; evitate di metterle vicino a fonti di calore, o peggio sopra un calorifero: tenderanno a indurirsi e a screpolarsi. Se sono rimasti aloni d'acqua sulla tomaia, toglieteli con un liquido apposito usando una spugnetta e lasciatele asciugare sulla forma. Il giorno dopo potrete procedere alla lucidatura.
Come pulirle - Questa è un'operazione che esige pazienza e dedizione, ma che darà risultati tanto più soddisfacenti e brillanti quanto più sarà stata fatta con cura.
Scarpe di cuoio bulgaro e di cavallo - Chi ha la rara fortuna di possederle, saprà che esigono attenzioni speciali. Andrebbero lucidate con osso di cervo, la cui pressione basta per chiudere i pori della pelle e riportarla alla primitiva lucentezza. In mancanza dell'osso di cervo, usate il corno, quello dei calzascarpe, ma pieno, oppure un rullo di legno o vetro.
Scarpe di vernice - Limitate per gli uomini a occasioni specialissime, un tempo si pulivano con uno straccetto inumidito o alitandovi sopra; oggi esistono appositi gel, adatti ai nuovi trattamenti della pelle verniciata.
Scarpe di camoscio - Si puliscono solo con una spazzola morbida. Evitate lo spazzolino d'acciaio che può danneggiare la pelle. Se disgraziatamente si sono macchiate, tentate di togliere le macchie con la gomma di matita, uno spazzolino o un fazzoletto di para. Se non se ne vanno, non fate tentativi con smacchiatori diversi, ma rivolgetevi al vostro calzolaio di fiducia. Un metodo preventivo è quello di spruzzarle con uno spray impermeabilizzante: pur lasciando respirare la pelle, crea un piccolo scudo protettivo.
Se state facendo il cambio stagionale delle scarpe, prima di riporle passate un po' di olio di lino tiepido sulle cuciture e sulle suole: resteranno morbide e leggermente impermeabili. Ricordate che vanno riposte in sacchetti di lana o di cotone, mai di plastica.
L'ideale è un mobile di legno leggero e poroso con antine fabbricate in paglia di Vienna che lasciano traspirare le scarpe. Poichè temono sia l'umidità sia un'ambiente secco, la scarpiera andrebbe collocata in un locale umido, lontano da fonti dirette di calore (evitate quindi il bagno) e molto areato. Se in casa c'è il riscaldamento a panneli fate in modo che il mobile risulti sollevato dal pavimento.
Insieme alle cure quotidiane, è l'elemento indispensabile per la buona conservazione delle scarpe. Ne esistono di legno o di plastica, provvisti di molle o di un sistema di espansione a vite. L'ideale sono però le forme in legno, più pesanti, specialmente se intere: il calcagno fatto tutto in legno è decisamente preferibile al solito bulbo che preme contro lo sperone.
Di materiali nobili (il più pregiato ed esteticamente piacevole è il corno), di ferro o di plastica, non dovrebbero mai mancare nella scarpiera. Usatelo tutte le volte che vi infilate le scarpe. Eviterete di forzare lo sperone col calcagno e di abbassarlo, piegandolo su se stesso con antiestetiche conseguenze.
Meglio non mescolare abiti e scarpe nella stessa valigia. Esistono in commercio bellissime borse in materiale lavabile che, una volta usate si possono ripiegare e riporre, occupando pochissimo spazio. Si aprono a quaderno e su ogni pagina sono creati degli scomparti in cui vanno sistemate una o due scarpe, debitamente infilate su un tendiscarpe (questa volta di plastica, perchè più leggeri, quindi più adatti al trasporto). Ogni borsa può contenere una mezza dozzina, più un paio di pantofole e un miniset di spazzole e lucidi: quanto basta per una vacanza anche lunga.